L’alfabeto: le origini nelle lingue semitiche

di P.R. Arcadia80

Glossario:

ALEF – è un nome ricostruito per indicare la prima lettera dell’alfabeto Cananeo, che però è stato trasmesso ad alfabeti successivi (Fenicio Alef, Siriano Alaf, Ebraico Alef, ed Arabo Alif). Esso rappresentava un suono consonantico, ma in Greco divenne Alfa ed in Latino A, ambedue vocali. Il segno grafico deriva dalla parola Semito-occidentale per “bue” e la forma stessa della lettera discende dal Glifo Proto-Sinaitico basato sul geroglifico che dipinge una testa bovina con le corna. È anche stata formulata l’ipotesi (A. Gardiner) che il geroglifico Egizio dell’avvoltoio fosse usato per rappresentare il medesimo suono, tesi recentemente messa in dubbio. Possiede un intenso valore, spesso rappresentante l’unicità di Dio.

BET – (Beth, Beh, Vet) è la seconda lettera di molti alfabeti semitici. Il suo significato è “casa” in varie lingue semitiche (Arabo bayt, Accadico bitu, o betu, Ebraico bayit, Fenicio byt, tutti derivanti dal Proto-Semitico bayt). Ha originato le lettere greca Beta e latina B. Il valore numerico è due, in Gematria: è il primo segno della Torah, a significare che ne esistono due parti, quella scritta e quella orale.

GIMEL – è la terza lettera degli alfabeti semitici. Si pensa che possa derivare da un precedente segno non attestato Proto Cananeo per descrivere o il manico di una fionda o un bastone da lancio (quindi, un’arma). Essa ha dato origine alla Gamma greca ed alla C latina. Bertrand Russel formulò l’ipotesi che la lettera rappresentasse l’immagine convenzionale di un cammello. Il valore numerico è 3.

DELET – (Deleth, Daled, Dalet) è la quarta lettera degli alfabeti semitici. Il suo significato è “porta” (siriaco Dalat, arabo Dal). Ha dato origine alla Delta Greca ed alla D latina. Simboleggia il numero quattro. Nel Giudaismo è utilizzata per fare riferimento a Dio, in modo non sacro, mentre He è usato più frequentemente e possiede un significato più formale. Anche Gimel è usato con questo scopo, ma molto raramente. Graficamente, Delet è il disegno della parte superiore delle porte Egizie che disegnava un triangolo di 3 lati e comprendendo l’architrave formava un angolo, che nelle costruzioni sacre era di 144 gradi. Questa lettera proviene dal disegno di un antichissimo attrezzo, la “squadra”.

HE – è la quinta lettera di molti alfabeti semitici. Ha dato origine alla lettera greca Epsilon e alla latina E. Rappresentava inizialmente una consonante, ma in Latino, Greco, Cirillico assunse un suono vocalico. In Gematria, He assume il valore numerico 5 e quindi, usato all’inizio degli anni Ebraici il valore di 5.000. Graficamente, essa è sempre stata caratterizzata da 3 linee parallele come ad indicare la staccionata di un recinto. Nel Giudaismo è utilizzata spesso per indicare il nome di Dio (Hashem “Il Nome”) e costituisce un espediente per riferirsi a Dio senza pronunciarne il nome.

WAW – (Vau, Vav) è la sesta lettera degli alfabeti semitici. Il suo significato letterale è piolo, uncino, lancia. Il suo valore numerico matematico è 6. Il geroglifico egizio da cui deriva rappresenta un uomo in preghiera con le mani alzate. Si è trasformata nel greco F e Y e nel Latino F, V, U, W e Y.

ZAYIN (Zain, Zayn, Zay) è la settima lettera degli alfabeti semitici. Da essa discendono la Z greca, Etrusca e Latina. La lettera fenicia sembra descrivere un’arma, forse una spada (ne derivano nell’Ebraico biblico il termine spada ed il verbo ferire, mentre nell’Ebraico moderno indica termine pene o il rapporto sessuale). Il valore numerico è 7.

HET – (Khet, Kheth, Chet, Cheth, Heth) è il nome ricostruito dell’ottava lettera del Proto-Cananeo, passata poi negli alfabeti semitici, incluso il Berbero. In Greco ha dato origine all’Eta, in Latino all’ H ed è passata graficamente immodificata nell’Etrusco. La forma del segno discende originariamente da un geroglifico indicante un “cortile” forse denominato Hasir negli alfabeti del Medio Bronzo e risalente a Hayt, nome ricostruito per una lettera indicante ‘filo, trama’. Il valore simbolico in Gematria è quello di 8, che è anche simile alla sua forma grafica.

TET – (Teth) è la nona lettera di molti alfabeti semitici. Ha dato origine alla lettera greca Theta. La lettera Fenicia significa ‘ruota’, ma è possibile che derivi da un glifo della Media Età del bronzo (tab) significante ‘buono’ (tav in Aramaico e tov in Ebraico, tayyib in Arabo moderno), forse tutti derivanti dal geroglifico nfr “buono”. In Gematria rappresenta il numero 9; se seguito da un apostrofo: 9000.

IOD – (Yodh, Yud, Jod, Jodh) è la decima lettera di molti alfabeti semitici, che ha prodotto lo Iota in greco e la I in latino. Si pensa abbia avuto origine da un pittogramma di una mano attraverso una forma Proto-Semitica “yad” che potrebbe essere correlata al geroglifico Egizio rappresentante un braccio. In Gematria rappresenta il numero 10. Due Yod di seguito rappresentano il Dio Adone, ciò che si ottiene egualmente bene con il Tetragramma (‘le quattro lettere’). Dato che è proibito agli israeliti pronunciare o scrivere per intero per intero il Tetragramma, il termine è in genere sostituito da “Adone”.

KAF – (Kaph) è l’undicesima lettera degli alfabeti semitici e ha dato origine a K greco e latino. Deriva più probabilmente da un pittogramma indicante il palmo della mano (sia in Ebraico sia in Arabo moderno la parola kaph significa ‘palmo’, ‘presa’ con la mano). In Gematria, il significato è 20. Raramente anche 500.

LAMED – (Lamedh) è la dodicesima lettera degli alfabeti semitici (Lam in Arabo). La lettera Fenicia ha dato origine al greco Lambda ed al latino L. In Gematria, simboleggia il numero 30. Insieme alla lettera Vav sta per i 36 giusti che salvano il mondo dalla distruzione.

MEM – (Meem, Mim) è la tredicesima lettera degli alfabeti semitici. Ha dato origine al Greco M (mu) ed al latino M. Si pensa derivi dal segno geroglifico Egizio per “acqua”, semplificandolo e dandogli il suono del vocabolo Fenicio per “acqua” (mem), che a sua volta derivava dal Proto Semitico. In Gematria simboleggia il numero 40. Il vocabolo assume anche molti altri significati, in epoche, contesti e luoghi differenti.

NUN – (pronunciato talvolta ‘nunu’) è la quattordicesima lettera dell’alfabeto semitico. Ne derivano il greco N (nu) e la N latina. Si pensa che il segno derivi dal pittogramma di un serpente (la parola Ebraica per serpente nachash inizia con un Nun, in Aramaico nun significa proprio serpente). Alcuni hanno ipotizzato la presenza di una forma geroglifico per “pesce”, dato che in Arabo nun significa “pesce” o “balena”. La lettera Fenicia, quindi, fu chiamata Nun, pesce, ma il glifo si è sempre ipotizzato discendere da un ipotetico termine Proto-cananeo nahs, “serpente”, basato su un geroglifico di serpente. In Arabo moderno, nahs significa “cattiva fortuna”. Il suo valore in Gematria è di 50.

SAMEKHE’ – la quindicesima lettera di molti alfabeti semitici: ha dato origine alla lettera greca Xi ma non esiste un equivalente Latino. Le sue origini non sono chiare. La lettera Fenicia potrebbe infatti essere la continuazione di un glifo degli alfabeti del Bronzo Medio, oppure essere basato su di un geroglifico Egizio rappresentante il piolo di una tenda, o qualche altro tipo di supporto. Il suo valore in Gematria è 60. Samekh e Mem formano l’abbreviazione per l’Angelo della Morte, il cui nome in Ebraico è Samael.

AYIN – (Ayin) è la sedicesima lettera di molti alfabeti semitici. Il nome della lettera deriva dal Proto-Semitico Ayn, “occhio”; anche la lettera Fenicia aveva una forma di occhio, derivando dal geroglifico i’r che possiede esattamente la medesima forma. Dalla lettera Fenicia derivarono il greco Omicron ed il latino O, che rappresentano vocali. In Gematria, il simbolo è 70.

PE – è la diciassettesima lettera di molti alfabeti semitici, che ha dato origine al greco Pi ed al latino P. Sembra essere originata dal pittogramma di una bocca (in Ebraico: pe, in Arabo: fam). In Gematria, il valore simbolico è 80.

SADE – (Tsade, Saddi, Sad, Tzadi, Sadhe, Tzaddik) è la diciottesima lettera di molti alfabeti semitici. Se ne presentano numerose varianti. Ha dato origine a segni di lettere Greche (San e forse Sampi) ed Etrusche, ma non Latine. L’origine del segno è totalmente sconosciuta. Alcune tesi lo fanno risalire all’alfabeto consonantico nabateo, altri a quello siriaco. Per tradizione fonetica lo si fa rientrare nell’alfabeto aramaico e quindi a quello fenicio. Nella numerazione Abjad assume due valori: 90 e 60.

QOF – (Qoph, Qop, Kof, Qaf) è la diciannovesima lettera di molti alfabeti semitici. Si attribuisce ad essa il valore di Q, oppure K ed il suo valore in Gematria è 100. Si pensa che il segno nasca inizialmente da quello di un ago per cucire, sulla base di glifi Paleo Ebraici. Crea un po’ di confusione l’omofonia con il vocabolo “scimmia”.

RESH – è la ventesima lettera degli alfabeti semitici. Nella gran parte di essi, si tratta di un segno molto simile al Dalet. (la somiglianza ha dato origine a doppie grafie, ad esempio di alcuni nomi di regnanti). Il vocabolo Fenicio ha dato origine al Rho greco (P) e alla R latina. Il pittogramma di una testa, derivante dal proto-Semitico Rais sembra sia all’origine del segno alfabetico. Forse il Semitico orientale Ris era il rendimento fonetico del Sumero cuneiforme ‘testa’ in Accadico. Il suo valore simbolico in Gematria è 200.

SHIN – (Sin, Sheen), è la ventunesima lettera di molti alfabeti semitici e letteralmente significa “tagliente”, acuminato. Ha dato origine al Sigma greco ed alla S latina. Secondo W. Albright, il glifo Proto-Sinaitico era basato su di un dente. L’Enciclopedia Giudaica ricorda che originariamente si trattava dell’immagine di un arco composito. La storia e l’evoluzione delle sibilanti dal proto-sinaitico alle successive lingue semitiche è piuttosto complicata, in quanto esistono già nella forma più antica cinque differenti forme di ‘s’. In Gematria rappresenta il 300. Il segno Egizio rappresentava un arco composito non teso, stante ad indicare la funzione dell’arco di trasportare la freccia da un luogo all’altro.

TAW – (Tav, Taf) – è la ventiduesima ed ultima lettera degli alfabeti semitici. Sembra che la sua origine sia in un segno a croce, oppure ad asterisco, forse indicante una firma. Il suo uso letterario nella Torah è quello di una ferita. Il suo valore numerico nella Gematria è 400. Nel giudaismo, Tav è l’ultima lettera della parola “verità” (emet, composta della prima lettera Alef, l’intermedia, Mem e l’ultima lettera Tav dell’alfabeto: a significare che la Verità comprende tutto, include ogni cosa). Shequer, invece, che significa “menzogna”, è composta della diciannovesima, ventesima e ventunesima lettera: a significare che la bugia è di strette vedute, piccola ed incompleta.

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